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Fondazione Beretta per lo studio e la cura dei tumori

Fondazione Beretta

per lo studio e la cura dei tumori

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La conferma dell’impegno

Dagli atti del Convegno del 17/05/2003 su “Tumore della mammella: stato dell’arte e controversie”.

“Passati oltre venti anni dalla sua costituzione, e dieci, proprio quest’anno, dalla morte del Suo Fondatore, è forse questa l’occasione più adatta per tentare un veloce consuntivo morale dell’attività della Fondazione che ho l’onere di presiedere nella mia qualità di Presidente della Fabbrica D’Armi Pietro Beretta S.p.A. Prima ancora dei consuntivi, per morali che siano, mi sembra doveroso, pero’, assicurare che in questo doppio anniversario, la Beretta non intende por fine al suo impegno nella Fondazione. E, a questo proposito, più esplicita di qualsiasi dichiarazione è la stessa intitolazione del convegno di oggi: prima giornata di aggiornamento oncologico della Fondazione Beretta; col chè si prevede esplicitamente che alla prima giornata, altre dovranno seguire com’è nelle intenzioni. Ed è questo un impegno che l’Azienda che presiedo ben volentieri si assume.

Del resto mi sento ben assistito in questo impegno di continuità. Dei tre medici, i cui nomi figurano sull’invito del programma, sotto la venere botticelliana che procede ad una corretta palpazione, Aron Goldhirsch e Giovanni Marini sono ancora gli stessi che, più di venti anni fa, rappresentarono il primo riferimento alla Fondazione, ed Edda Simoncini è la prima dei molti borsisti. Forse un po’ meno “giovani medici”, ma certo ancora, o forse persino più, appassionati e fiduciosi nel loro lavoro. Ecco, è su questo che a mio avviso va valutata la fruttuosità della Fondazione, che, forse, ha raccolto anche più di quanto le non eccessive forze dei suoi mezzi economici le consentissero.

La Fondazione si illude cioè di aver, almeno in parte, contribuito a sostenere, a incoraggiare questi medici bresciani, pazienti ostinati, intelligenti, nel compiere il loro lavoro, superando le molte ragioni di scoramento; aiutando a far sì che l’oncologia bresciana, che dall’ospedale e dalla Fondazione ha germinato anche in altri istituiti, possa rappresentare qualcosa di serio, di importante, legato al gran mondo della scienza. E qui, essenziale, è la presenza costante, generosa, sapientissima di Aron Goldhirsch. Ecco, non intendo certo che questo mio saluto divenga una commemorazione di quanto è stato fatto; so che un riepilogo in proposito si sta redigendo. Ma devo dire che il poter essere presente a questa giornata in cui la Fondazione contribuisce a illustrare lo “stato dell’arte” nella scienza mondiale non può che dirmi che la Fondazione sta eseguendo il suo compito, in conformità a quanto il fondatore aveva delineato.”

Cav. Ugo Gussalli Beretta
Presidente di Fabbrica d’Armi Pietro Beretta